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Christian John Binacci

- Christian Binacci -

Pura Aquila  .

Sarò per te vento sarò per te pietra

sarò per te strade infinite e paesaggio mirante

sarò luce sarò ombra sarò il faro o l’eclisse

sarò la mano delle stelle o il braccio dell’orizzonte

sarò nave sarò vela sarò onda sarò abisso

sarò stella o luce o alba o giorno o splendore notturno !

sarò il colore delle parole e il silenzio delle acque !

sarò il rumore dell’abisso e il puro volo del silenzio !

sarò sogno sarò vita sarò un viaggio selvaggio !

e la natura della brezza dispersa e la natura del vento

freddo che fende le falesie alte e sterminate

sarò il cielo infinito sarò orizzonte sarò l’onda

che splende tra i tuoi piedi e la mano che scorre

come pura acqua trai i tuoi capelli di pura estate

solare e di pura notte glaciale di pura estasi animale

brada selvaggia pura sterminata infinita e senza mete .


ti amo .


amo il rumore amo il caos amo l’eternità

glaciale e pura che fende gli abissi colorati

infiniti e senza mete e senza percorsi e amo

la loro natura poetica pura e dispersa !

la natura poetica pura e dispersa di te !


ti amo .

come pura aquila mirante  in voli planati

gli spazi immensi infiniti sterminati

dei puri cieli infiniti .

Fiuggi 19 gennaio 2010

Christian John Binacci

- Christian Binacci -

Pura strada

Io amo la pura strada
perchè la pura strada è un raggio
di sole che si diffonde dal mondo alle stelle

io amo il mio puro ghetto
io amo la mia pura razza bastarda
io amo i miei momenti quando ascolto musica
e tutto va bene ed è  migliore è lucente e perfetto

io amo il diffondersi delle cose mai latente
ma puramente diretto visibile
anche nel caos perfetto della pioggia

io non perderò mai la strada il grande percorso
perchè io conosco la strada
così io amo la pura potente strada perchè mi forgia
e mi rende invincibile come i suoi raggi di sole
che sciamano potenti dalla strada ad oltre l’orizzonte
riempiendolo di luce rimpiendolo di puro orizzonte
io amo la mia potente strada pura amo l’attimo
amo il suo ritmo la sua massa la sua materia pura
io amo la pura strada io amo la pura libertà
infinita bagnata lucente notturna dispersa urbana
periferica lontana o vicina infinita e potente

io amo l’infinita pura bastarda strada
perchè dalla strada viene ogni segno limpido
perchè dalla strada viene ogni segmento limpido
perchè dalla strada vengono le soluzioni migliori

io amo la pura strada
dissolta pura infinita materica materiale
la strada di acciao dell’estate la strada
di animale marino dell’inverno o dell’autunno

io amo la pura strada dove tutto circola
dove tutto è palese dove domina
l’alto rango fiero e bastardo dell’essere
puro dell essere vitale dell’essere vivo

la strada è segno è simbolo è destino è percorso
è viaggio è arrivo è partenza è un libro
dove le pagine sono fatte dal vento e dall’asfalto
e l’inchiostro è fatto dai nostri passi infiniti.

Christian Binacci Fiuggi 2010

Christian John Binacci

- Christian Binacci -

Acqua

Poesie d’amore anno 2010 Fiuggi .

Dedicate a

R. (ITALY) B. (USA) J. (USA) N. (USA)

e a tutte coloro che mi vogliono bene o mi amano !!!

1

Nasci pioggia nel vento che alza il proprio sguardo alato

sulle sponde dell’universo lucente ed infinito

o pioggia scendi lene o scendi come burrasca selvaggia

scendi dalle antiche lande leggendarie ed innonda

e rinfresca e bagna i nostri nudi corpi pallidi e solenni

nella luce immortale delle albe e dei tramonti e dei meriggi

nella luce casta ebbra e pura che ci avvolge

nel manto glaciale di fiamma ed eternità

e canta il frastuono degli elementi il potente

tumulto della vita l’ascesi e il canto mistico

straripante e l’ora dell’eterno e l’eterno dell’istante

canta la pura ebbra rinascenza delle sedotte piane

di terre fertili la loro onda nella pioggia si espande

voluttuosa nell’avenire scosceso ed eterno ed esonda

nell’abisso intenso nell’oro dell’acqua fino a rinascere cielo

fino a rinascere meteora di oro di te fino a rinascere

meteora di orizzonte illuminato scopritore trasalitore

immenso voluttuoso lucente diffuso illuminato straripante

scendi pioggia sopra i nostri nudi corpi e rendici ebbri e rendici

amanti puri amanti infiniti e scopri il tuo suadente erotismo

brulicante di estasi fresca brulicante di fruscio panteistico

brulicante di acceso mirante profumo acqueo che si espande

fino a divenire l’etere del tuo sguardo la pura luce lucente

del tuo sguardo il puro erotismo erotico della tua trasparenza

diffusa immortale infinita pura aeda eterna .

Nasci pioggia nel vento che alza il proprio sguardo alato

sulle sponde dell’universo lucente ed infinito

o pioggia scendi lene o scendi come burrasca selvaggia

scendi dalle antiche lande leggendarie ed innonda

e rinfresca e bagna i nostri nudi corpi pallidi e solenni

nella luce immortale delle albe e dei tramonti e dei meriggi

nella luce casta ebbra e pura che ci avvolge

nel manto glaciale di fiamma ed eternità

nasci pioggia battendo tra i nostri nudi corpi di dei puri

e selvaggi che abbracciandosi scoprano la perenne eclissi della morte

e ritrovano il pronunciato discorso dell’eterno mirante

guarda il bosco straripante di rugiade solari e suadenti

alberi acquei diffonditi luce tra la pelle profumata dei nostri corpi

e colma la distanza spaziale cosmica tra i nostri corpi e le terre

tra i nostri corpi e le stelle scendi pioggia e divieni marea ed entra

nelle nostre anime fin quando non ci risveglieremo dei di pura

acqua cosmica di pura sorgente universale di pura fonte di luce

di pura essenza di immortalità e penetra nello scibile e nel mistico

e sconvolgi e ruba la notte e sciama perenne nella immanente

pura luce di noi o dea o acqua o fremito o tumulto o passione

o estasi o gloria o tramonto di tempesta o tempesta di giade dorate

o immortale ora dell’immortalità o immortale luce feconda della pura ora feconda

o fonte di eternità o donna o femmina o creatrice o nutrice o selva

o discendenza o atavica burrasca o atavico vento degli inverni mirabolanti

o fresco potente profumo sessuale o fresco potente profumo risvegliante

o fresco potente profumo empatizzante e bramante scendi sparpagliati

come luce negli abissi come un’amore immortale nell’eterno .

2

Dedico a te o mia soave regina che nel canto

delle vite tutte desti l’energia perenne

che smuove le energie le nascite

dei nuovi tempi dei moti dei limpidi

e lucenti futuri delle pure ed ebbre brezze

dei destini che esuberanti mescolano il suono

lucente delle stelle cosmiche al suono silente dei mari urbani

rinascendo fertili energie ebbre e libere della libertà

della brezza più aeda e pura del tempo e delle onde e dei venti

infiniti.

Torna ,torna da me

pura imperatrice glaciale

torna da me

pura imperatrice lunare

torna da me

pura estesi romantica

di sedotti inverni e pallide lune

di pura acqua magnetica di

puro sogno invernale sedotto ed infinito .

Dedicate a te mia antica amante

segreta come le notti cosmiche

segreta come gli inverni gotici

e nordici svelami i tuoi segreti

o mia antica e pura imperatrice

lunare e torna ancora da me .

Torna ,torna da me

pura imperatrice glaciale

torna da me

pura imperatrice lunare

torna da me

pura estesi romantica

di sedotti inverni e pallide lune

di pura acqua magnetica di

puro sogno invernale sedotto ed infinito .

Alzati svelati deciditi

risvegliati vivi divieni forza

divieni acqua divieni vento divieni

tempesta e destati e raggiugimi

per sempre per il resto delle

nostre pure eternità di luce ed eterni eterno infiniti .

Torna ,torna da me

pura imperatrice glaciale

torna da me

pura imperatrice lunare

torna da me

pura estesi romantica

di sedotti inverni e pallide lune

di pura acqua magnetica di

puro sogno invernale sedotto ed infinito .

3

Tu sei l’abisso onda furente della notte marina

luce lunare dell’orizzonte immortale

glaciale spazio sperduto in aurora boreale

difendi il tuo spazio solenne difendi il

tuo castello fatato e raggiungimi in una bianca corte o

mia solitaria imperatrice glaciale sento la

tua brezza avvicinarsi la sento sciamare alta

lontana avvolgente sconfinante sciamare lontana

nella notte torna da me torna dal tuo antico imperatore

torna dal tuo antico imperatore immortale ho vagato

per millenni prima di poterti raggiungere di nuovo

torna di nuovo da me torna ancora da me ed eterniamoci

ancora o mia imperatrice o mia regina o mia principessa

degli spazi invernali o sfuggente dea invernale o

sfuggente eternità di puro smeraldo rosso o puro

diamante di ghiaccio invernale cogli ancora la mia mano

e firma con me solo ancora una volta il nostro antico

patto di sangue .Risvegliati ancora in questo nuovo

millennio e raggiungimi ancora cogli o pura rosa bianca

la mano dei miei antichi desideri e torna vicino me

a comandare il nostro antico regno il nostro antico impero

di poesie di regni di avventure di boschi invernali

di amore ti dirò ancora ti amo milioni di volte o mia

unica imperatrice o mia unica poetessa lunare o mio impero

ed imperatrice o mia acqua o mio vento tu sei tutto sei luce

sei la pura incarnazione della pura luce sei la genesi della

luce sei la genesi della notte sei la genesi degli spazi

Risvegliati ancora e poi ancora e poi ancora e sognami

in questo nuovo millennio e raggiungimi ancora cogli

o pura rosa bianca dagli stami di pura luce di puro etere

di brezza solare e lunare di pura acquea brezza cosmica

la mano dei miei antichi desideri e torna vicino me

a comandare il nostro antico regno il nostro antico impero

di poesie di regni di avventure ed amore e di boschi invernali

ed antichissimi castelli e di antichissimi imperi solenni

infiniti ed immortali e senza mai ne fine ne inizi

torna o potente imperatrice delle acque delle luci

dei mari o potente imperatrice delle maree lunari

degli inverni glaciali torna nella vibrante

infinita luce che avvolge il nostro eterno tempo

senza tempo e rinasci ancora infinite volte nella

pura distanza di noi raggiungimi ancora e vagheremo

ancora in un puro inverno glaciale di noi così

come veri poeti lunari come veri poeti glaciali

dischiusi in una antichissima genesi di ombre

e penombre ed inverni freddi astrali cosmici eterni infiniti .

torna

da me .

4

O sole oscuro o pallida dea o femmina

glaciale o infuocato sguardo di ghiaccio

prendimi io ti porgo la mia mano eterna

cogli il mio respiro cogli il mio sguardo

prendi la mia mano ed entra nel regno dei veri poeti

entra nel vasto e mistico regno dei veri poeti

cogli il mio essere poetico cogli il mio

potere seduttore cogli il mio essere immortale

cogli il mio sguardo quando solitario penetra

la notte e la sua eco prendimi e sconvolgimi

liberati e liberami prendimi divieni ancora più diffusa

divieni sconfinata divieni solenne dea dei templi lunari

diventa imperatrice dell’antico regno divieni pallida

luna divieni universo divieni stelle divieni il tuo

respiro prendimi ancora prendimi ancora tra le tue spire

e lasciati trasportare dall’impero del mio sguardo

e trasali e discendi fino ad avvicinarti a me e schiuditi

fino ad essere sole luna aria terra acqua vento luce ombra

pietra eternità infinito senza limite e discendi

fino a divenire pura essenza puro corpo pura eternità .

5

Sarò tuo per sempre sarò ciò che vuoi

sarò eterno sarò mortale sarò luce

sarò ombra sarò vita sarò stelle

sarò profondità sarò vicinanza

sarò acqua sarò luce sarò vento

sarò mare o terra o pietra o foglia

o brezza sarò inverno sarò estate

per sempre sarò quello che tu vuoi

che io sia perchè nella mia vita

solo tu sei il volo il cielo il mare

e l’orizzonte e l’onda di ogni mio passo

sarò stanco o mai stanco e forte e fiero

o umile sarò il tuo amore eterno

o il tuo amore d’istante sarò il tuo

cavagliere indomito o il tuo consigliere

silente come un’orizzonte in estate

quando gli albatri planano tra l’oro

delle onde di puri limpidi mari sconfinanti

prendimi sceglimi e cacciami per sempre

allontanami e fammi tuo per sempre !

cercami e scordati per sempre di me

e poi cerca di comprendimi e di ritrovarmi

ora adesso e non perdermi mai più !

perchè se delle onde e il mare l’azzurro

delle stelle e del sole la luce di te .

6

Ti amo perchè…..

Perchè per me esisti solo tu

perchè per me tu rappresenti

la pura perfezione perfetta

perchè tu mescoli ogni atomo

di me al fuoco ebbro della

pura sensualità feconda di

pura luce dispersa ed aerea

viva eterna ed immortale .

Tu sei la regina tu sei la

pura forza dell’acciaio della

stasi e la pura trascendenza

degli orizzonti dinamici perduti

tra il confine del giorno e

della notte .

Quando tu non ci sei e solo

quando tu non ci sei io sono solo .

Ti amo perchè ….

Perchè tu mi rendi perfetto

perchè tu mi rendi profondo

perchè tu mi rendi invincibile

perchè tu mi rendi vivo

perchè tu mi rendi assoluto

come l’universo disperso puro

infinito e profondo ed aereo ed aedo

Ti amo perchè ….

Perchè tu mi rendi vento

perchè tu mi rendi acciaio

perchè tu mi rendi vetta

perchè tu mi rendi immortale

Ti amo perchè ….

In ogni mio passo in ogni

mio pensiero in ogni mio respiro

o parola ed in ogni mio sogno magico

e scopritore e puro e disperso

ci sei tu e solamente tu .

7

Io griderò !

ogni giorno griderò

ogni giorno come una fiera

brada come un leone brado

come un puma come una tigre

griderò potente come un vulcano !!!!

esteso sconfinato illimitato !!!!

griderò griderò griderò

di giorno

griderò griderò griderò

di notte

e il mondo non capirà

ed il mondo non capirà mai

che io grido solo e solamente

per te !!!! .

8

Io sono il tuo antico poeta

io sono il dio dei venti

dio delle notti dio puro

e dio non mortale sono il dio

delle pure strade sterminate

sono il dio delle acque gelide

sono il dio dei venti invernali

che innalzano i mari nel cielo profondo

ed immenso glaciale e sconfinato

sono luce sono aria sono strada

cammina o cherubico angelo di puro fuoco

immortale di pura fiamma immortale

di puro spazio eterno di pura ascesi

e voluttà eterna e sconfinata

ed ebbra e pura e finita e glaciale

ancora con me congiungiti

ancora con me trasali l’infinito lucente

puro eterno sconfinato ebbro

amami amami amami

amami per sempre per tutte le eternità

dissolte della tua anima del tuo corpo

di fuoco e fiamma di porpora e ghiaccio

amami ancora ritorna dal tuo viaggio

lontano da me ritorna dal tuo viaggio

lontano da te torna o dea torna o demone

femmina torna o angelo notturno

di pura luce sconfinata di pura acqua

diffusa brada eterna sprofonda nelle pure

onde infinite di me nelle mie spire tra le

mie mani di vento affacciati ancora

a me e lasciati cadere in me esplora

il manto desolato infinito del mio essere

metallico e pallido del mio essere notturno puro

solitario ed infinito perditi per sempre in me e rinasci

e riunisciti a me ancora una volta eterna

io ti amo puro angelo alato puro angelo

di ghiaccio torna da me perchè io solo in te

vivo perchè io solo in te esisto perchè io

solo con te esisto e il mio spirito poeta

si eleva si profonde estuoso disperdendosi

in ogni materia di te in ogni materia prima della

nascita in ogni materia prima dell’origine

in ogni materia prima di tutti gli altri

io e te .

9

Tu sei il potere

tu sei il potere eterno

tu sei il potere infinito

tu sei il potere della notte magnetica

tu sei il potere del giorno diffuso

tu sei luce glaciale

tu sei luce di magma incandescente

cadi cadi cadi cadi

cadi tra le onde infinite

del puro eterno infinito

abisso cosmico di me

ed io cadrò tra le onde infinite

del puro eterno universo marino e glaciale di te

estasi ed infinito

tramonto e luce

acque ed eternità

venti e orizzonti

Torna ,torna da me

pura imperatrice glaciale

torna da me

pura imperatrice lunare

torna da me

pura estasi romantica

di sedotti inverni e pallide lune

di pura acqua magnetica di

puro sogno invernale sedotto ed infinito .

Io sarò tuo per sempre .

10

Io credo solo in te io credo sono nel tuo essere

immortale io credo solo nel tuo puro essere

poetico nel tuo puro essere rivelatore

nella tua mistica tensione scopritrice nella tua adorea

tensione rilevatrice se dell’eterno tu sei l’onda il mare ed il vento

nel tuo sguardo assorto io sto come il volo planato di un albatro

bianco disteso ed infinito nello staglio immortale di cielo blu .

Tu e solo tu sai che il carattere vale più di ogni ricchezza

tu e solo tu sai che l’amore scopre tutto il suo manto

solo quando gli amanti metterebbero a rischio la propria vita

per la persona che amano tu sola conosci il valore puro

dell’amore assoluto dell’amore eterno dell’amore veritiero

tu conosci la verità assoluta tu conosci la realtà assoluta

tu conosci l’importanza di essere felici insieme la felicità di costruire

il nostro grande destino insieme l’importanza di donare a chi non ha

noi siamo la libertà aerea dei cieli la luce ebbra delle stelle

disperse nella marea del mare cosmico serale così noi

migratori di una gioia comune quotidiana fusa dispersa pura elevatrice

dispensatrice di energia di positività ti talento di altura creativa

vivi nasci percorri eternati perchè dell’universo tu sei la cosa più importante

e meravigliosa o vento o pietra o orizzonte o estasi o cielo o terra o mare .

11

Quanto mi guardi io sono migliore

quando mi parli io sono migliore

quando mi sei vicino io sono migliore

quando ti penso io sono migliore

quando ti immaggino io sono migliore

quando io vedo una tua immaggine io sono migliore

quando tu lasci una traccia di te nella mia vita

io sono migliore .

12

Il tuo respiro è il cielo stellato le tue mani

sono l’universo tu sei tutto tu sei il messaggio

tu sei l’origine tu sei l’inizio alla fine tu sei il sacro

miraggio materico tu sei la badiale essenza marina

tu sei il profumo del fiore che trasale ascendendo

il cielo e i venti e gli orizzonti infiniti tutti .

Ti ascolto mentre tessi l’origine degli universi con le tue mani sacre

e mentre il tuo sguardo si posa con il suo volo planato

sulla luce delle stelle tu arrivi a me come l’alba arriva negli

abissi della notte eterna scoprendo l’acqua lucente del mattino .

Tu sei aurora tu sei oro tu sei acqua spazio terre i venti

tu sei i venti dell’estate tu sei il mare il cielo gli universi il sorgere

levato del tempo la vita tutta tu sei pura sacra eternità di mistiche eterne eternità infinite .

Christian Jhon Binacci

(Christian Binacci)

2010 Fiuggi .

Christian Binacci

PRESENTS

The poetry of Matsuo Bashō

haiku poetry 2 r b a blog international

Furu-ike ya
kawazu tobi-komu
mizu-no-oto

Matsuo Bashō

Scent of plum blossoms
on the misty mountain path
a big rising sun
Matsuo Bashō
 
Snowy morning
one crow
after another.
Matsuo Bashō
Old pond…..
a frog leaps in
water’s sound
Matsuo Bashō
The summer grasses
All that remains
Of brave soldiers dreams
Matsuo Bashō
O Matsushima!
O Matsushima!
O Matsushima!

Matsuo Bashō
A monk sips morning tea,
it’s quiet,
the chrysanthemum’s flowering.
Matsuo Bashō
Moonlight slanting
through the bamboo grove;
a cuckoo crying.
Matsuo Bashō
Spring rain
leaking through the roof
dripping from the wasps’ nest.
Matsuo Bashō
Autumn moonlight
a worm digs silently
into the chestnut.
Matsuo Bashō
Blowing stones
along the road on Mount Asama,
the autumn wind.
Matsuo Bashō
First snow
falling
on the half-finished bridge.
Matsuo Bashō
First day of spring
I keep thinking about
the end of autumn.
Matsuo Bashō
Winter garden,
the moon thinned to a thread,
insects singing.
Matsuo Bashō
Winter solitude
in a world of one color
the sound of wind.
Matsuo Bashō
First winter rain
even the monkey
seems to want a raincoat.
Matsuo Bashō
At a hermitage:
A cool fall night
getting dinner, we peeled
eggplants, cucumbers.
Matsuo Bashō
Awake at night
the sound of the water jar
cracking in the cold.
Matsuo Bashō

When someone discusses Japanese literature, the poetic form Haiku is bound to come up. In modern times, the Haiku form is as well known as the sonnet. This famous form of poetry was not always as well known or popular in Japan, though, and thus virtually unknown throughout the rest of the world. The Haiku fame is almost solely due to the work of one man, Matsuo Basho. In this essay I will explore Basho life, his work, as well as the essential form of the Haiku.

It is believed that he was born about thirty mile southeast of Kyoto sometime in 1644. Little is known about his parents, only that his father was probably a low-ranking samurai, also working the fields as a farmer. Basho worked as something a long the lines of a page for a relative of the feudal lord that ruled the province. As they grew older, Basho and his master, Yoshitada (two years older than Basho), grew quite close, both sharing a love for haikai (a form of poetry). Basho first Haiku (which we still have today) was written in 1664. At this point in his life, Basho was in his twenties, working as a low-ranking Samurai (under the name Munefusa) and writing in his spare time. In 1666 Yoshitada died, and Basho left and began “a wandering life.” (Ueda, 21) There are various hypotheses as to why Basho left home: he was grief-stricken and contemplating suicide, he was fleeing because of issues with lovers. It is thought that over the next few years Basho went to Kyoto, studying calligraphy, philosophy and poetry under the experts of their . He published various anthologies between 1667-1671, and in 1672 wrote a compilation of haikai called The Seashell Game (Kai Oi). Basho then moved to Edo, continuing to write poetry in his new home. His love for poetry continued to grow. He judged many Haiku contests in 1675, his fame and talent growing. Basho lived in a hut with a banana plant outside, which was a gift to him when he moved into his home in Edo. The word Basho acutally means “banana plant,” which isn his last name in reality, but a nickname that stuck because of his love for the banana plant.

The more famous and wealthy Basho became, the more dissatisfied he was. He was lonely and depressed, and in 1682 he was homeless when his hut was destroyed in a fire, and that his mother had died. He had no where to go. It was thus that in 1684 began his first poetic journey, calling it “” The journey of a weather-beaten skeleton”” (Ueda, 26) As a result of his journey he produced a compilation of Haiku and Renku. For the next few years, he returned to the Basho hut, using the beauty of nature as inspiration for his poetry. Basho left again (accompanied by one of his students), traveling along to coast, and various other places. This journey was also a literary success. He then almost immediately left for another, 1,500 mile journey in 1689. It was on this journey that he wrote one of his best haiku: “The rough sea-/ Extending toward Sado Isle,/ The Milky Way.” (Ueda, 30). This journey was the high point in Basho literary carrer. By this time, he had puplished many compilations and anthologies, had many desciples, and was very well known thorughout Japan.

Basho returned to Edo in 1691. However, he could not settle down. He was dissastisfied with his work, and became more and more nihilistic. He was a poet to overcome his ties with the world, but his fame tied him more and more. He tried renouncing poetry, to no avail, so he decided to stop seeing people all together. However, he wanted to live without “locking his gate” so to speak, so he adopted the principle of “sabi,” which urges people to “detach himself to wordly involvements.” (Ueda, 34) and began to ask his disciples to do the same. This sabi principle also was a source of inspiration for his poetry. In 1694 Basho embarked on another journey, however, his health was failing (at this time, he was 50 years old) He wrote a Haiku about his physical state in Osaka: “This autumn/ Why am I aging so?/ Flying towards the clouds, a bird.” (Ueda, 34) Soon after this poem Basho became bed ridden, and he never recovered from his sickness. His last haiku was “On a journey, ailing-/My dreams roam about/ Over a withered moor.” (Ueda, 35).

Before we can truly analyze Basho Haiku style, we must first come to understand the essential nature of the haiku. The haiku is defined as a “seventeen syllable poetic form” (Varley, 316). The first line of a haiku has five syllables, the next line has seven, and the last line has five syllables. The haiku first became popular in the 1600s (during his life, and partly because of Basho), it three line form is simply the first part of waka, another Japanese form of poetry, its rhyme scheme beind 5-7-5-7-7. Since the haiku is so short, it must capture a mood, create an effect, or “bring about a sudden and sharp insight into the truth of human existance” (Varley, 172). The fleeting beauty and fragility of nature is also a favorite theme: Autumn and Spring being the most popular seasons, the former because it a time where the fleeting beauty of nature dies, and the latter because it is the season of birth and renewal.

Basho himself wrote about 1,000 haiku in total. He used many different techniques and wrote about many different subjects. He used his journeys and Zen Buddhism as the source of inspiration for many of his poems, the theme of poetry also being frequently employed. “An ancient pond/ A frog jumps in/ The sound of nature” (Varley, 172). This is possibly his most famous haiku uses nature as a backdrop for an exploration of the eternal and fleeting nature of things: a concept that is key to Zen Buddhism. As Basho matured as a poet, he broadened the subjects of his poetry. He would sometimes allude to classical Asian literature, or use nature as the backdrop for his exploration of philosophy, Basho even wrote comical and lighthearted haiku at times.

Basho was a master of the haiku, not only for the sheer magnitude of haiku that he produced, but also for the skill in which he captured a scene, philosophy or mood. The “Basho Style,” in which the reader “experience[s] a welling-up of inexplicable emotion from the depths of our being.” (Konishi,124) was something that Basho followers (from centuries ago until the present day) constantly sought to master. Basho had an understanding of how to use short length of the haiku to his advantage, capturing his subject in a way that no one can rival. The worldwide knowledge of the existance of the haiku is due to Matsuo Basho, a man who dedicated his life to his art: traveling throughout the countryside, adopting new philosophies, and even shutting out the outside world to write and master poetry

CHRISTIAN BINACCI

PRESENTA

La poesia di Rabindranath Tagore

PARTE I

rabindranath-tagore2

Rabindranath Tagore

Gitanjali

I

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.

Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c’è spazio da riempire.

2

Quando mi comandi di cantare, il mio cuore
sembra scoppiare d’orgoglio
e fisso il tuo volto
e le lacrime mi riempiono gli occhi.
Tutto ciò che nella mia vita
vi è di aspro e discorde
si fonde in dolce armonia,
e la mia adorazione stende l’ali
come un uccello felice
nel suo volo a traverso il mare.
So che ti diletti del mio canto,
che soltanto come cantore
posso presentarmi al tuo cospetto.

Ebbro della felicità del mio canto
dimentico me stesso
e chiamo amico te
che sei il mio signore.

3

Non so come tu canti, mio signore!
Sempre ti ascolto
in silenzioso stupore.
La luce della tua musica
illumina il mondo.
Il soffio della tua musica
corre da cielo a cielo.
L’onda sacra della tua musica
irrompe tra gli ostacoli pietrosi
e scorre impetuosa in avanti.
Il cuore anela di unirsi al tuo canto,
ma invano cerco una voce.
Vorrei parlare, ma le mie parole
non si fondono in canti
e impotente grido.
Hai fatto prigioniero il mio cuore
nelle infinite reti
della tua musica.

4

Vita della mia vita,
sempre cercherò di conservare
puro il mio corpo,
sapendo che la tua carezza vivente
mi sfiora tutte le membra.
Sempre cercherò di allontanare
ogni falsità dai miei pensieri,
sapendo che tu sei la verità
che nella mente
mi ha acceso la luce della ragione.
Sempre cercherò di scacciare
ogni malvagità dal mio cuore,
e di farvi fiorire l’amore,
sapendo che hai la tua dimora
nel più profondo del cuore.

5

Concedi ch’io possa sedere
per un momento al tuo fianco.
Le opere cui sto attendendo
potrò finirle più tardi.
Lontano dalla vista del tuo volto
non conosco né tregua né riposo
e il mio lavoro
diventa una pena senza fine
in un mare sconfinato di dolori.
Oggi l’estate è venuta
alla mia finestra
con i suoi sussurri e sospiri,
le api fanno i menestrelli
alla corte del boschetto in fiore.

6

Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano – e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta.

7

Il mio canto ha deposto ogni artificio.
Non sfoggia splendide vesti
né ornamenti fastosi:
non farebbero che separarci
l’uno dall’altro, e il loro clamore
coprirebbe quello che sussurri.
La mia vanità di poeta
alla tua vista muore di vergogna.
O sommo poeta,
mi sono seduto ai tuoi piedi.
Voglio rendere semplice e schietta
tutta la mia vita,
come un flauto di canna
che tu possa riempire di musica.

8

Il bambino adorno eli vesti principesche,
con al collo monili ingemmati,
perde ogni piacere nel gioco,
la sua veste lo impaccia a ogni passo.
Per paura che si possa stracciare
o che s’imbratti di polvere
si tiene appartato dal mondo
e ha timore persino di muoversi.
Madre, a che vale
tutta questa eleganza
se ci tiene lontani dalla salutare
polvere di questa terra,
se ci priva del diritto d’entrare
nella grande festa del mondo?

9

O stolto, che cerchi di portare
te stesso sulle tue spalle!
Mendicante, che vieni a mendicare
alla porta della tua casa!
Deponi ogni fardello in queste mani
che tutto sanno sopportare,
non voltarti mai indietro a guardare
il passato, con rimpianto.
Il desiderio subito spegne
la fiamma d’ogni lampada che sfiora.
E’ empio – non prendere doni
dalle sue mani impure.
Accetta soltanto
quello ch’è offerto dall’amore.

10

Qui è il tuo sgabello
e qui riposa i tuoi piedi
dove vivono i più poveri,
i più umili, i perduti.
Quando a te io cerco d’inchinarmi,
la mia riverenza non riesce ad arrivare
tanto in basso dove i tuoi piedi
riposano tra i più poveri,
i più umili, i perduti.
L’orgoglio non si può accostare
dove tu cammini, indossando
le vesti dei più poveri,
dei più umili e dei perduti.

11

Smettila di cantare i tuoi inni,
di recitare le tue orazioni!
Chi adori in quest’angolo buio
e solitario d’un tempio
le cui porte sono tutte chiuse?
Apri i tuoi occhi e guarda:
non è qui il tuo Dio.
E’ là dove l’aratore
ara la dura terra,
dove lo spaccapietre
lavora alla strada.
E’ con loro nel sole e nella pioggia,
la sua veste è coperta di polvere.
Levati il manto sacro
e scendi con lui nella polvere.
Liberazione?
Dove credi di poter trovare
liberazione?
li tuo stesso signore
ha preso su di sé lietamente
i legami della creazione -
è legato a noi tutti per sempre.

12

A lungo durerà il mio viaggio
e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori
dei giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti dei mondo
lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.
Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d’una melodia.

I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
«Eccoti!»

Il grido e la domanda: «Dove?»
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi e inondano il mondo
con la certezza: « lo sono! »

Christian Binacci

PRESENTA

La poesia di Rabindranath Tagore

“A life”

rabindranath-tagore2

La poesia di Rabridnath tagore è un fulcro ed un tramite verso la unione dell’uomo con il cielo, il pensiero umano, e la capacità di rendere vibranti i sentimenti dell’essere. Il pensiero di questo poeta emerge potente e delicato come il raggio solare che arde nel cielo lucente fino ad immergersi totalmente nella acqua infinita dell’oceano indiano. Egli è indiano e di questa terra prende tutto il sapore mistico, umano, vibrante di umanità umana ed animale altra. L’india è un grande regno di suoni, odori coinvolgimenti emotivi,emozionali. L’India è una grande terra e Tagore raccoglie tutta la sagacia mistica e terrea e spaziale che coinvolgendo le materie del sentire umano si tramutano in una saggia metafora che transita velocissima ed immobile all’interno della speculazione filosofica più ampia e profonda e proprio in questo gioco savio dove la luna incontra il sole e il sentimento dell’uomo quello della donna e di tutti gli esseri viventi il poeta approda attraverso la propria luce dotata alla luce segnalatrice di un dio che è in tutte le materie e gli spazi del cosmo, dell’aria, dei fiori, degli sguardi, dei palpiti, delle terre e dei mari, pervenendo, quindi, in questa unione, ad una scoperta della sensibilità della vita vibrante e leggera e profonda e ignota come la notte sconfinata e le sue stelle che sono pulpito, narrazione visibile, mirante, dello stesso sguardo umano e dell’ignoto profondo ,sospeso totale ed infinito .

Director Christian Binacci

Se vuoi sapere di più circa questo poeta o vuoi un mio intervento critico sul tuo giornale ,

sulla tua rivista o nella tua trasmissione televisiva o radiofonica puoi contattarmi  .

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